Masks - FOTORESCIGNO Fotografo Professionista

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Masks

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Venezia è probabilmente una delle piu belle citta del mondo, ricca di fascino e mistero. Le origini del suo famosissimo carnevale ci portano indietro fino al 1200 quando fu concessa la possibilita al popolo di avere un periodo di festeggiamenti e divertimenti nel corso del quale, mascherandosi, non v’era nessuna distinzione tra ceti sociali o differenze culturali. Questo perché le maschere garantivano l'anonimato totale e ognuno poteva girare liberamente per la citta senza limitazioni sociali. Le maschere, a volte inquietanti ma sicuramente molto affascinanti erano la componente fondamentale di questi festeggiamenti. La maschera piu famosa e tipica è senza dubbio la Bauta, la classica maschera senza espressione, generalmenre bianca, o nera, che veniva abbinata a un mantello con cappuccio. Vi era poi la maschera chiamata "Medico della Peste" che esteticamente somigliava a un grosso becco d'uccello, in realta quella era una divisa piu che una maschera goliardica, perche veniva usata per l'appunto nei periodi della peste, dai medici, in quanto all'interno di questo lungo becco venivano inseriti unguenti disinfettanti che il medico poteva inalare quando visitava i malati di peste. Poi per le donne c'era la colombina o servetta muta, maschera decorata finemente che veniva tenuta fissata al volto tenendola ferma con la bocca, la donna poteva mostrare gli occhi ma non poteva parlare. Intorno al 1600 per motivi anche di ordine pubblico vennero introdotte alcune direttive per limitare l'uso delle maschere, come ad esempio il divieto di maschera nelle chiese, o il divieto di maschera per i clienti dei bordelli e per le prostitute in strada, cosi come il divieto di maschera proprio nei periodi di peste, fatta eccezione per i dottori, e soprattutto il divieto di maschera al di fuori del periodo carnevalesco. Leggi che servirono per evitare che malintenzionati svolgessero le loro malefatte garantendosi l'anonimato.

Queste selezione di immagini, qui presente in pochi esemplari, nasce da un progetto che avevo in serbo da diversi anni, mai riuscito per motivi logistici o di tempo. Ho passato tre giorni a Venezia girovagando per calli e piazze alla ricerca di volti, sguardi, sensazioni. La mostra è stata ospitata in diversi luoghi ed è partita da Finale Ligure presso la Torre Malvasia, splendido edificio restaurato e riportato in auge dal proprietario della Gioielleria Fornasiero ubicata ai primi due livelli della torre.

 
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